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Torino Film Festival 2007, facciamo il punto: ha vinto Garage ma...

Elisa avatar Mercoledì 5 Dicembre 2007, 10:38 in Cinema di Elisa

A conclusione del Diario del Torino Film Festival realizzato da Gabriele Diverio pubblichiamo un bilancio della venticinquesima edizione realizzato dal nostro inviato a Torino, che ringraziamo per la preziosa collaborazione!

Ecco un approfondimento sul film vincitore, Garage, che però non ha convinto Grabriele. Seguono i voti al Festival, da non perdere.

Di Gabriele Diverio

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Garage (Irlanda, 2007), di Lenny Abrahamson è il vincitore del 25esimo Torino Film Festival.
Abbiamo appreso questa notizia con sorpresa ed incredulità.
La giuria – composta da Carlo Mazzacurati, Aki Kaurismaki, André Techiné, Jasmine Trinca, Robert Guediguian, Piers Handling e Laura Pariani – ha scelto questo ritratto moderno di un emarginato, di una persona troppo buona per vivere in questa società.

Non ci era piaciuto questo film e continuiamo a credere che ce ne fossero di migliori.

Ci siamo a lungo interrogati sul perché la giuria abbia scelto Garage e non ce ne siamo fatti una ragione; forse perché è un film da festival con lunghi silenzi e un finale “enigmatico” e triste? Forse per la voglia di scoprire e lanciare il poco noto cinema irlandese? Forse perché i problemi di Josie hanno suscitato compassione nei giudici?
Non lo sappiamo, ma siamo convinti che questo film non abbia nulla di più di altri.

The railroad ha più poesia; Neandertal ha più grinta; Away from her ha suscitato più emozione; Lars and the real girl ha offerto più inventiva ed ottimismo; The art of negative thinking osa avventurarsi in terreni poco battuti; The home song stories è bello per la sua classicità e The Savages commuove grazie all’interpretazione di grandi interpreti

Saremo ciechi, ma non vediamo una caratteristica che faccia primeggiare Garage.
Nulla da eccepire invece sulla scelta dei premi alle miglior interpretazioni: Joan Chen è la miglior attrice per The home song stories e Kim Kang-woo il migliore per The railroad.

La scuola orientale si porta a casa ancora una volta i nostri complimenti e le nostre lusinghe, ma avrebbero meritato qualcosa anche l’accoppiata Michael Murphy e Julie Christie di Away from her e Laura Linney di The Savages.
La giuria popolare ha scelto Lars and the real girl come suo preferito e virtualmente è come se l’avessimo scelto anche noi.

A concludere l’elenco dei premiati due film che ci sono sfuggiti e sui quali quindi non possiamo esprimerci: In fabbrica di Francesca Comencini – opera di cui abbiamo sentito parlar bene in ogni occasione – ha vinto il premio Cipputi e The elephant and the sea (Malesia/Olanda, 2007), di Woo Ming Jin si è aggiudicato il premio speciale della giuria.

Concluso il festival – ma i malati di film potranno continuare a respirare l’aria di cinema con il “Sottodiciotto Film Festival” a partire dal 6 e fino al 15 dicembre – cosa rimane di questa edizione?
Di sicuro il bilancio è positivo: tantissime le persone accorse a seguire la prima di Moretti da direttore – è da ingenui sottovalutare l’importanza della sua presenza – e nel complesso buona la rosa di film selezionati.
Proprio alla luce di questi evidenti punti postivi, emergono quelli negativi: i tre cinema con le loro nove sale complessive sono apparse troppo poche – sarà meglio coivolgere qualche altra sala l’anno prossimo, magari tra la zona dell’Ambrosio e quella del Massimo e del Greenwich, tanto per creare una “microsfera cinefila” – ; e speriamo che si possa organizzare meglio la logistica di biglietti, abbonamenti e accrediti.

Per concludere vi lasciamo con una sorta di classifica delle cose che ci sono piaciute di più, e di meno, di questo Torino Film Festival.
Le classifiche e i voti di solito sono sempre antipatici da fare e anche da leggere, ma hanno il dono di unire sintesi e  onestà di giudizio.

10 a Torino: ogni manifestazione contibuisce a renderla sempre più bella e importante.
9 alla sigla animata che precedeva i film in concorso: non ha mai stufato.
8 a Lars and the real girl e Away from her
7 a Vogliamo anche le rose, Lascia perdere, Johnny! e a tutta l’organizzazione del festival.
6 ai ragazzi addetti alla verifica biglietti: disorganizzati, ma sempre cordiali.  
5 agli apparecchi per registrare l’affluenza nelle sale: sempre a rischio tilt; ma 5 anche al pubblico: sempre troppo poco paziente.
4 a Ghiro ghiro tondo e Viva: grande attesa, enorme delusione.
3 alle polemiche di Manifesto e Filmcritica contro il Torino Film Festival: non si è mai troppo stanchi di parlar del niente.
2 a coloro che mi hanno parlato nelle orecchie durante i film: non siete a casa vostra, non stavate guardando la tv!
1 alle scalette del cinema Ambrosio: ad ogni proiezione c’era il rischio che qualuno si rompesse una gamba.

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