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Torino Film Festival 2007: oggi tocca ad Alina Marazzi

Lunedì 26 Novembre 2007, 09:31 in Cinema di

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Prosegue il Torino Film Festival, quest'anno con la direzione di Nanni Moretti, ed oggi propone molti interessanti film.

Per la sezione Panorama Italiano "Vogliamo anche le Rose" di Alina Marazzi, che ripercorre la storia delle donne dalla metà degli anni ’60 fino alla fine dei ’70 per metterla in risonanza con il nostro presente conflittuale e contraddittorio, e suscitare una riflessione su temi ancora aperti o addirittura rimessi grossolanamente in discussione. Anita, Teresa e Valentina, provenienti da diverse regioni italiane e di diversa estrazione sociale, sono accomunate dalla stessa rivendicazione: non si riconoscono più nella società patriarcale e maschilista che alle donne chiede di essere madri irreprensibili e mogli obbedienti.

Attraverso i loro diari, la regista narra tre episodi legati alla condizione della donna in un arco di tempo che va dalla metà degli anni '60 alla fine degli anni '70: l'emancipazione difficile di una ragazzina succube di un padre oppressivo, l'aborto clandestino di un'adolescente e l'esperienza di una femminista divisa tra amore e militanza.

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In concorso al Torino Film Festival proiettati oggi, il film The Blue Hour di Eric Nazarian, dove il tema principale è quello della comunicazione, anche se la maggior parte del film è privo di discorsi diretti. Esplora le connessioni slegate dalla parola che si creano tra personaggi che non comunicano o che, quando comunicano, lo fanno senza parlare.

In un quartiere popolare di Los Angeles si svolgono quattro vicende di normale vita quotidiana. Una graffitista messicana dipinge un murales vicino al fiume, un armeno che ripara macchine fotografiche cerca di ritrovare il dialogo con la moglie dopo la morte della loro figlia, un chitarrista blues è alle prese con la malattia della madre e, infine, un veterano della seconda guerra mondiale in pensione passa il tempo preparandosi il pranzo che mangerà sulla tomba della moglie. 

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Altro film in concorso è The Elephant and The Sea di Ming Jin Woo, che narra le vite di due abitanti di un piccolo villaggio della costa malese colpito da una misteriosa epidemia dopo una grande inondazione. Yu Ding si guadagna da vivere provocando piccoli incidenti stradali e poi facendosi pagare il soccorso dai malcapitati viaggiatori. Il pescatore Ah Ngau, invece, ritorna dal mare dopo giorni di assenza e scopre che nel frattempo sua moglie è morta; viene messo in quarantena e, alla fine di questa, si trasferisce nella città vicina dove incontra una prostituta che risveglia in lui il desiderio sessuale.

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Vogelfrei (Volo Libero) di Janis Kalejs, Janis Putnins, Gatis Smits e Anna Viduleja narra invece quattro storie che raccontano la semplice ma esemplare esperienza di un individuo nelle differenti fasi della vita: infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia. Il suo nome è Teodor e nel corso del film lo vediamo come bambino che vaga in una foresta, come giovane stella dell’hockey su ghiaccio, come affascinante ma timido uomo d’affari e infine come anziano conoscitore di boschi e foreste. I quattro segmenti, correlati in modo slegato, formano una singola narrazione intrecciata, in cui ogni evento descritto fornisce punti di riferimento per gli altri.

(post tratto da Cinefestival

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